Baby steps

Domenica 5 maggio, allenamento di parkour sul Lago Maggiore. Vado in loop davanti ad un ostacolo, lo guardo e lo riguardo, mi allontano e ritorno;  niente da fare, lo vedo sempre insormontabile.
Eppure un ostacolo così l’ho già superato tante altre volte, è una sbarra, mi trovo da una parte e devo andare dall’altra: ho superato quell’ostacolo altre volte, ma oggi c’è qualcosa che mi blocca. Con me c’è Ghost [cfr. articolo Training con l’Allievo del Vento], mi dice che devo “sbloccare” quel movimento e devo farlo oggi, se no non ce ne andiamo. Sono in piena crisi, il cervello è in stallo e il corpo non risponde.
Poi Ghost aggiunge “non mi interessa che lo superi, voglio vedere che ci provi“. Sono parole magiche, mi cambiano completamente lo stato e mi danno una nuova prospettiva: “provarci” significa studiare il movimento, studiare ogni sua parte per arrivare all’esecuzione e quindi a superare l’ostacolo. Quel “ci provi” equivale a dire “fai”. Un passo alla volta, baby steps.

Quel risultato che voglio raggiungere, scomposto nei vari passaggi che devo fare per raggiungerlo, diventa più vicino: quella sbarra non è più l’ostacolo insormontabile che mi blocca, ma una sequenza di movimenti che mi portano dall’altra parte.
E così è nella nostra vita di tutti i giorni; ci blocchiamo, restiamo impantanati in situazioni che ci sembrano al di fuori delle nostre possibilità, che ci sembrano delle enormità. Siamo così dentro quelle situazioni che ci dimentichiamo anche delle risorse che  già abbiamo e invece di focalizzarci su ciò che vogliamo raggiungere, ci focalizziamo sulle difficoltà che incontriamo, rafforzando il senso di impotenza che ci blocca.

Un famoso detto recita che anche un viaggio di migliaia di chilometri inizia con il primo passo. A volte non abbiamo chiara la meta, non sappiamo esattamente dove vogliamo andare, eppure siamo già proiettati sull’ultimo passo, senza considerare quelli intermedi; non siamo ancora partiti e già ci preoccupiamo di dove siamo arrivati. Concentrandoci invece sul singolo passo, oltre a goderci il viaggio, siamo in grado di aggiustare il nostro percorso e perfino di cambiare meta se ci rendiamo conto che stiamo andando nella direzione sbagliata. Baby steps, passi piccoli, passi da bambino.

Vogliamo cambiare la nostra vita? Vogliamo cambiare delle situazioni? Baby steps. Se il cambiamento in sé è qualcosa che può spaventarci, pretendere da noi stessi di “bruciare le tappe” può renderci insicuri e bloccarci del tutto; possiamo invece costruire un grande cambiamento mettendo insieme tanti piccoli cambiamenti. Baby steps.

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No! Provare, no! Fare o non fare! Non c’è provare!
Maestro Yoda.

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