Conseguenze e risultati

indeciso

Prendiamo decisioni ogni giorno. Alcune hanno conseguenze irrilevanti: che brioche prendo oggi, marmellata o cioccolato? Altre hanno conseguenze così grandi che possono cambiare la nostra vita: non sono più sicuro/a di amare mia moglie o mio marito, cosa faccio?

Tutte le nostre decisioni portano delle conseguenze, grandi o piccole che siano.

A volte la “soluzione migliore” ci sembra quella di non prendere decisioni e lasciare che le cose facciano il loro corso; pensiamo che magari succederà qualcosa, aspettiamo l’intervento della provvidenza, un miracolo. E così invece di prendere in considerazione possibilità di scelta e relative conseguenze, ci limitiamo a “vegetare” nella speranza che le situazioni si sistemino da sé. “Non svegliare il can che dorme”, si dice.

Ma il cane dorme solo in apparenza.

Dice Virginia Satir che quando le persone hanno più possibilità di scelta, fanno la scelta migliore. Scegliere e prendere decisioni sono la stessa cosa, possiamo usare le due espressioni come sinonimi. Per esempio, quando andiamo in gelateria e scegliamo i gusti del nostro gelato stiamo decidendo se prendere le creme piuttosto che la frutta. Decidiamo cosa vogliamo mettere dentro la nostra coppetta e poi ne “subiamo” le conseguenze: ci piacciono i gusti che abbiamo scelto? Sarebbe stato meglio prendere la nocciola invece del cocco? O magari avremmo potuto andare in quell’altra gelateria dove fanno anche le granatine?

Siamo abituati a pensare alle conseguenze come a qualcosa che dobbiamo subire. Cosa succede se sostituiamo la parola “conseguenze” con la parola “risultati“? Quali sono risultati delle nostre azioni? Se le scelte le subiamo, i risultati li valutiamo. Cambiamo una parola nel nostro vocabolario e cambiamo il nostro punto di vista.

E la domanda diventa: che azioni devo fare per ottenere risultati che mi soddisfino? E se i risultati che ottengo non mi soddisfano, cosa posso fare di diverso? Quando ci chiediamo quali sono i risultati che vogliamo ottenere mettiamo al lavoro il nostro cervello per trovare delle soluzioni; sappiamo che i risultati potrebbero essere poco soddisfacenti o deludenti. La conseguenza è quella di metterci al lavoro per ottenere risultati diversi.

C’è una grande differenza tra le parole “subire” (le conseguenze) e “ottenere” (dei risultati). Quale vogliamo tenere nel nostro vocabolario?

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