Dr. Lightman & Co.

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Il dottor Cal Lightman, esperto di comunicazione non verbale, è il protagonista della serie tivù “Lie to me” (che potremmo tradurre con “mentimi”). Il personaggio del dottor Lightman si ispira al dottor Paul Ekman (link in inglese) che per tutta la vita si è dedicato allo studio della correlazione tra emozioni (gioia, tristezza, rabbia, vergogna, etc.) e linguaggio del corpo, dalla postura alle micro espressioni facciali fino a considerare anche la dilatazione e contrazione delle pupille, la sudorazione, i cambiamenti del colorito del viso.

Il mondo della comunicazione non verbale è un mondo affascinante ed estremamente complesso; secondo uno dei presupposti della PNL, non possiamo non comunicare e lo focciamo costantemente, con le parole (verbale e paraverbale) e con il corpo. La conoscenza della comunicazione non verbale è fondamentale, soprattutto nella nostra professione di coach: come sappiamo, uno dei pilastri della nostra attività è la calibrazione, cioè la capacità di leggere le reazioni del nostro interlocutore (cliente) e di notare la coerenza (o incoerenza) tra ciò che dice e ciò che esprime con il proprio corpo.

Una incoerenza è una incoerenza. Ed è tale nel momento in cui sappiamo leggerla al di là di quelli che sono gli atteggiamenti e le espressioni “standard” della persona: determinare quello standard (la costante, il comportamento abituale) è il primo passo per metterci in grado di calibrare le reazioni del nostro interlocutore in modo efficace.

Un altro aspetto determinante è dato dal contesto in cui la persona si muove e si esprime. Un singolo gesto è di per sè poco significativo e va collocato in un contesto che considera anche le condizioni ambientali: luogo chiuso o aperto, condizioni climatiche (caldo, freddo), presenza di molte o di poche persone, etc.

Il nostro obbiettivo (in quanto coach) nell’acquisire ed utilizzare la conoscenza della comunicazione non verbale è quello di essere ancora più efficaci nella calibrazione, di essere più bravi nella comprensione di ciò che la persona ci comunica e migliorare la nostra flessibilità. Rapport e calibrazione vanno di pari passo, una volta che la persona è disposta ad accoglierci nel suo mondo dobbiamo essere in grado di entrarci con delicatezza e rispetto. Ecco perchè dobbiamo essere abili nel padroneggiare strumenti complessi come quelli dati dallo studio del linguaggio del corpo.

Siamo dei facilitatori, non dei “lie detector”! Il nostro obbiettivo è lontanissimo da quello del “cercatore di bugie”. I segnali di menzogna sono solo una componente, noi dobbiamo essere accurati in ogni aspetto. Facendo qualche ricerca su internet è facile imbattersi in video con analisi in stile “Lie to me”; personalmente ritengo la materia troppo seria e delicata per affidarsi all'”esperto di turno” che si è “formato” guardando una serie tivù (per quanto accurata essa sia).

Se vogliamo diventare esperti nella comunicazione non verbale, dobbiamo formarci adeguatamente (attraverso corsi tenuti da professionisti riconosciuti), dobbiamo acquisire e padroneggiare gli strumenti attraverso la pratica costante e attraverso i feedback che riceviamo; come sempre gli errori, se sappiamo utilizzarli, sono materia preziosa di crescita e di acquisizione di sicurezza in noi stessi. Abituiamoci ad osservare e a notare le reazioni delle persone, qualche brutta figura può ripagarci con costanti progressi e una competenza che cresce e si consolida.

Lo studio della comunicazione non verbale (come della PNL) lo facciamo sul campo. Abbiamo a disposizione tutti i giorni situazioni che ci permettono di fare pratica, di esercitarci e di diventare davvero esperti. Pratica e feedback, la regola vale anche quando ci applichiamo allo studio del linguaggio del corpo: pratica e feedback, una regola semplice che applicata con costanza ci porta alla maestria e alla padronanza dei nostri strumenti di lavoro.

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