Grazie e prego!

Hai un eroe? Qualcuno a cui ti ispiri, che prendi come esempio? Qualcuno a cui chiedi o vorresti chiedere consiglio quando sei in difficoltà?

Quello nel video è Nick Vujicic, famoso speaker e motivatore. A guardarlo, le prime due cose che puoi notare sono  il suo viso sorridente e il fatto che è abilissimo a spostarsi senza braccia né gambe. Da anni Nick gira il mondo per tenere i suoi discorsi motivazionali, per raccontare alle persone che possono avere una vita meravigliosa per il solo fatto di essere vive; il messaggio è forte e chiaro e funziona perché lui stesso è la prova che ciò che racconta è vero. Nick lo vive sulla sua pelle fin dal momento della sua nascita: quando ti dice che la vita è meravigliosa e preziosa, lo fa con il suo viso sorridente e con la consapevolezza di chi è capace di trarre il meglio da se stesso, nonostante tutto.

Nick è bravo, parla bene e la gente lo ascolta. Nick ha carisma, è capace di coinvolgerti con le sue parole e con quello sguardo limpido. E’ uno tosto Nick! E magari potresti pensare che “nelle sue condizioni” è facile essere un fenomeno. Mentre tu sei una persona normale, una come tante, con braccia e gambe e con una vita che magari non ti piace, che non ti soddisfa, che vorresti fosse diversa. E diversa come? Non lo sai?

Il video qui sopra lo puoi guardare in due modi:

  • puoi concentrarti sul fatto che quel ragazzo che parla è senza braccia e senza gambe, puoi concentrarti su cosa gli manca e magari dire a te stesso/a che al suo posto avresti preferito morire, oppure
  • puoi concentrarti sul sorriso di quel ragazzo, sulla sua voce calma e profonda che ti fa emozionare e riflettere sulla tua stessa vita, che ti suggerisce che, esattamente come lui, hai qualcosa (tante cose) per cui essere felice e provare soddisfazione ogni giorno.

E allora ti chiedo: qual è il tuo primo pensiero quando ti svegli? Quali sono le tue prime parole della giornata? Guardandoti allo specchio prima di uscire di casa per andare al lavoro o a scuola o a fare delle commissioni, cosa noti? E mentre ti vesti, mentre ti sposti da una stanza all’altra, mentre prendi e appoggi oggetti qua e là, sei con te stesso/a o sei già là fuori a pensare a tutto quello che devi fare?

In che modo guardi il “video” della tua vita quotidiana? Dal punto di vista di quello che ti manca o dal punto di vista di quello che già hai?

Se ora stai leggendo queste parole significa che puoi vedere. E chissà quante altre cose puoi fare. Puoi ascoltare la voce dei tuoi cari e la tua musica preferita, puoi usare le tue mani per cucinare e per accarezzare il tuo gatto o il tuo cane, puoi usare le gambe per salire le scale, per tirare un calcio a un sassolino sulla strada. Quante altre cose puoi fare? E quando ti ricordi di dire “grazie” per tutte queste cose?

Dici “grazie” quando ti svegli? E’ “grazie” una delle prime parole della tua giornata? Quando ti guardi allo specchio prima di uscire di casa, ti ricordi di ringraziare per quella persona di cui incontri lo sguardo? Mentre ti vesti, ti muovi, mentre prendi e molli oggetti, ti ricordi di ringraziare per quelle braccia e quelle gambe che ti consentono di essere indipendente e autosufficiente?

Se non lo hai mai fatto, se non lo fai, fermati e ringrazia. Ringrazia per la prima cosa che ti viene in mente. Abituati a partire da quello che già hai, dal fatto che sei qui, che respiri e che con il tuo impegno e la tua costanza puoi raggiungere ciò che desideri. Abituati a dire “grazie”. Abituati a trovare ogni giorno una cosa per cui ringraziare quando inizi la giornata e almeno tre cose per cui ringraziare prima di andare a dormire. Abituati a focalizzarti su ciò che hai e che magari, solo il giorno prima, ancora non avevi.

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