Le abitudini

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Ti è mai capitato di vedere una scena come questa? Che cosa hai pensato?

L’auto occupa due parcheggi. Menefreghismo? Distrazione? Fretta? Il risultato è sempre lo stesso, quell’auto è parcheggiata male e occupa due parcheggi invece di uno. Mi verrebbe da dire che la persona è semplicemente “maleducata”, poco rispettosa degli altri, ma c’è di più.

Chiamiamo “maleducazione” tutta una serie di comportamenti che riteniamo in contrasto con quello che ci è stato insegnato fin da piccoli e per cui magari siamo stati anche sgridati o puniti. Abbiamo imparato che stare dentro una società comporta l’adeguamento dei nostri atteggiamenti a degli standard prefissati ed accettati dalla maggior parte delle persone.

Di fronte a comportamenti maleducati ci indigniamo. Di fronte alle persone maleducate ci indigniamo. Un linguaggio che riteniamo scurrile, l’uso di parole che consideriamo offensive o volgari, il tono di voce troppo alto di una persona che parla al cellulare su un mezzo pubblico, il ragazzo o la ragazza che in treno appoggia i piedi sul sedile di fronte, il tizio che ci passa davanti in coda alla cassa del supermercato, la signora di fretta che pur di passare in mezzo a più persone ci tira una “borsata” su un ginocchio…e potremmo andare avanti all’infinito.

Quella che chiamiamo “maleducazione” è una cattiva abitudine. L’abitudine di “non fare caso”, l’abitudine di affrontare le situazioni che ci capitano ogni giorno con scarsa attenzione, l’abitudine di fare sempre le stesse cose nello stesso modo. L’abitudine alla pigrizia impedisce alle persone di vedere oltre la superficie delle situazioni e le costringe in scatole che poi prendono il nome di “problemi”. Per me vale la relazione: maleducazione = pigrizia mentale.

Come sempre, siamo noi a scegliere i nostri atteggiamenti, siamo noi a scegliere se adeguarci all’essere “poco attenti”, oppure coltivare quell’accortezza e quella curiosità che ci fanno muovere e scoprire, crescere. Come coach, una delle nostre principali abilità deve essere quella di calibrare, cioè essere presenti e vigili quando interagiamo con le persone. Calibriamo le persone e le situazioni e ciò ci permette di essere efficaci perché sappiamo cosa succede intorno a noi e sappiamo agire in modo flessibile.

Il modo per combattere una cattiva abitudine è quella di sostituirla con una buona abitudine. Calibrare deve essere per noi una buona abitudine e lo diventa quando ci esercitiamo costantemente. Quando siamo abili a calibrare le persone e le situazioni si aprono nuovi mondi davanti a noi e ogni giorno diventa una fonte inesauribile di scoperte e di crescita personale. Una piccola attenzione verso un estraneo può regalarci un sorriso; un sorriso può cambiare lo stato di una persona.

Coltivando la nostra abilità nella calibrazione coltiviamo la nostra abilità nel trovare soluzioni.

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