L’energia che è in te

18 febbraio 2014. In questi giorni gli argomenti più caldi sono Matteo Renzi (con annesso toto-ministri) e il Festival di San Remo. In un caso e nell’altro la domanda è la stessa: come andrà a finire? Chi vincerà?

Nel caso del Festival l’esito avrà ben poco peso sulla vita degli Italiani, nel caso di Renzi invece…
C’è chi ripone la sua fiducia nel nuovo presidente del consiglio, chi spera e chi è curioso di sapere come andrà a finire, un po’ come per il Festival. Siamo al terzo governo messo lì dove sta senza passare dalle elezioni, dopo Monti è arrivato Letta con le larghe intese e la legittimazione di una legge elettorale che la Consulta ha dichiarato “incostituzionale“.

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A prescindere dalle opinioni politiche, il periodo che stiamo attraversando come Paese dura da decenni e personalmente non vedo all’orizzonte un drastico cambiamento di rotta. Mi metto anch’io tra quelli che sono curiosi di vedere com andranno le cose con il nuovo presidente del consiglio, chissà, magari sarà in grado di stupire gli scettici e quelli che hanno di lui un’opinione non proprio positiva.
Come per molti altri miei connazionali, la percezione è che la classe politica che oggi regge le sorti dell’Italia (dallo Stato, alle Regioni, agli Enti Locali, etc.) non sia all’altezza del suo compito, che manchi di competenza e sia preoccupata più degli interessi personali che di quelli del Paese. La domanda è: che cosa possiamo fare? Noi cittadini “qualunque”, cosa possiamo fare?

Basta con le lamentele. E’ scientificamente dimostrato che lamentarsi è del tutto inutile, soprattutto se alle lamentele seguono solo altre lamentele. Basta appioppare “la colpa” a quello che fanno o non fanno i politici, basta prendersela con chi ha votatato “dalla parte sbagliata”. Basta trattate noi stessi come se fossimo delle foglioline in balia di una tempesta in mare aperto.

Le lamentele spazzano via i sogni. E questo è davvero allarmante, più dei politici incapaci o corrotti e più della crisi economica. Se perdiamo la capacità di sognare perdiamo la capacità di immaginare un mondo diverso e migliore di quello che abbiamo adesso.

Migliore in cosa? Migliore per chi?

Ognuno di noi costruisce il suo mondo. Ognuno ha la responsabilità di costruire il proprio mondo.
Ma prima di poter costruire, devi essere in grado di immaginare, di progettare, di dedicare le tue energie alla costruzione di una realtà che rispecchi i tuoi sogni. “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni” dice Shakespeare. Significa che prima dobbiamo essere capaci di sognare e poi siamo in grado di realizzare.
Se la realtà in cui vivi non ti piace, cambiala. Il cambiamento richiede energia e se sprechi la tua lamentandoti e indignandoti per ciò che ritieni ingiusto, difficilmente te ne resterà per impegnarti nella realizzazione di un progetto.

Credo che se ognuno di noi smettesse di lamentarsi per una giornata intera, ci sentiremmo tutti molto più pieni di energia e di risorse. Un granello di sabbia in mezzo al deserto ha ben poco peso, ma se un granello comincia a contagiare quelli attorno a lui che a loro volta contagiano altri granelli che a loro volta ne contagiano altri e altri ancora…se ognuno nel suo piccolo iniziasse ad abbandonare le lamentele e a progettare un mondo diverso, saremmo perfettamente in grado di cambiare il sistema. Saremmo perfino in grado di avere tutti politici competenti ed onesti a guidare un Paese capace non solo di risollevarsi dalla crisi economica, ma di crescere e creare prosperità per tutti.

Libera la tua energia!

 

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