Mission possible!

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Venerdì sera (12 aprile) parlo con una persona appena conosciuta, tra i vari argomenti andiamo a toccare quello dell’altruismo: perché le persone fanno del bene? Per alcuni (lascio il concetto volutamente vago) sarebbe un modo per sentirsi bene con se stessi, quindi una forma di egoismo. Ci rifletto su, è vero sono egoista e parecchio! Perché voglio che il mio mondo sia un mondo che mi piaccia il più possibile, un mondo in cui mi piaccia stare e in cui mi senta sempre a mio agio.

Le giornate non sono belle o brutte in base al fatto che ci sia il sole o che ci alziamo con il piede “giusto”. Le giornate sono belle o brutte in base al nostro atteggiamento, a come decidiamo di affrontare la vita di tutti i giorni.

Ogni giorno scelgo il mio atteggiamento e ogni giorno mi confronto con le persone con l’obbiettivo di essere utile: essere utile significa anche aiutare quelle persone a vedere una possibilità diversa dal lamentarsi, dal sentirsi frustrate, dall’accettare tutto ciò che arriva perché tanto non ci si può fare niente, perché la vita è così. Cito Virginia Satir: “la vita non è quello che dovrebbe essere, la vita è quello che è. E’ come l’affronti che fa la differenza”. E come l’affronti fa una grande differenza! Ho visto persone cambiate il loro atteggiamento e cambiare così la loro vita. Ho visto persone che hanno smesso di lamentarsi e hanno iniziato a fare cose! Hanno iniziato a costruire il mondo che vorrebbero per sé e per i loro cari.

Quando qualcuno mi chiede: “come fai a sapere che il coaching funziona? Come fai a sapere che stai facendo un buon lavoro?”. Rispondo: “lo so perché vedo i cambiamenti!”. Mi gratifica? SI’, TANTISSIMO!

Sono egoista e lo ammetto. Mi piace essere egoista perché il mio egoismo porta le persone intorno a me ad essere egoiste anche loro, a desiderare che il loro mondo sia il mondo in cui vogliono stare e starci bene. E così la goccia d’acqua diventa un mare. Se vogliamo che il nostro mondo sia il mondo che amiamo dobbiamo fare in prima persona. Go first!

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