Orfeo ed Euridice

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Questa è la storia di Orfeo ed Euridice: i due sono follemente innamorati e proprio durante il rito nuziale lei viene morsa da una vipera, morendo all’istante e finendo nell’Ade, il regno dei morti; per poterla riavere con sé Orfeo scende negli Inferi, implora Proserpina, dea degli Inferi ed ella, commossa, gli concede di poter salvare la sua amata, ma ad una condizione: Euridice lo seguirà, camminerà dietro di lui e lui dovrà fidarsi, andare avanti senza mai voltarsi per controllare se la moglie lo sta davvero seguendo.
Un dura prova per l’animo umano, infatti Orfeo non sa resistere; ad un certo punto del suo viaggio per uscire in superficie si volta ed Euridice precipita per sempre in fondo all’Ade.
Questa storia fa parte delle mitologia classica, qualcuno di noi l’ha sicuramente sentita a scuola; al di là dell’impressione che può fare la fine di un amore a causa delle avverse condizioni del destino o del Fato (considerando che si parla di personaggi mitologici, inventati), mi fermo a riflettere su quel “voltarsi indietro” che determina la catastrofe.

Voltarci indietro, verso il nostro passato, lo facciamo continuamente: in cosa ci è utile restare attaccati al passato?
In nulla, restare attaccati al passato, a quelle situazioni che prima ci facevano stare bene e ora non ci sono più, serve solo a trattenerci esattamente dove siamo.
E così non riusciamo ad andare avanti e a progredire. Stiamo male per qualcosa che “abbiamo perso” e restiamo a fare la veglia, come se dovessimo portare per sempre il lutto.
Quel passato che continuiamo a rivivere con un senso di afflizione può essere fatto di una relazione che poi è finita, di un buon lavoro perso a causa della crisi, di una salute di ferro che un incidente o una malattia hanno rovinato, di un gruzzoletto, i risparmi di una vita persi per un investimento sbagliato… qualcosa che c’era e che ora non c’è più.
Ma guardandoci indietro, il presente rimane quello che è. Stare dove stiamo, nella “zona di comfort” può sembrarci utile, può sembrarci più facile, ma è solo un modo per rinunciare a metterci in gioco per cambiare la situazione del presente, quella che ci fa soffrire, che ci mette alla prova.

Dice Richard Bandler, “il bello del passato è che è passato“. Nel passato possiamo trovare le nostre risorse (cioè quelle esperienze che ci hanno insegnato qualcosa) se decidiamo di abbandonare quelle zavorre che giorno dopo giorno rendiamo invece più pesanti. E’ difficile? Sì, lo è ed è anche il modo per dare a noi stessi una scossa e scoprire quanto di buono e di straordinario la vita ci riserva. Se ce lo vogliamo prendere.

Voltandosi indietro una sola volta Orfeo perde Euridice, l’amore della sua vita. E noi, voltandoci indietro tante volte, quante cose perdiamo ogni giorno? Esperienze, emozioni, scoperte, opportunità, libertà, amore…

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