Promesse da marinaio

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Si dice che una promessa da marinaio sia una promessa inattendibile, una promessa a cui non dobbiamo credere perchè non sarà mantenuta.

Facciamo promesse tutti i giorni: magari non le chiamiamo “promesse”, ma ogni giorno diciamo alle persone vicino a noi che faremo delle cose. Cose del tipo: ti chiamo io domani, ti faccio sapere, poi ti racconto… a volte facciamo quello che abbiamo “promesso”, altre volte invece non diamo importanza o ce ne dimentichiamo e così finiamo per non mantenere la promessa fatta. Quando diciamo a qualcuno che faremo qualcosa, generiamo un’aspettativa in quella persona e quella persona si aspetterà che noi siamo coerenti con quanto abbiamo detto.

Potresti obiettare che una frase come “poi ti racconto” sia tutt’altro che una promessa. La parola “promessa”, secondo il Dizionario del Corriere della Sera è una dichiarazione con cui ci si impegna a compiere un dato atto o a tenere un dato comportamento: mantenere la p. fatta.

Siamo abituati a dare pesi diversi alle cose che diciamo/promettiamo, anche a seconda della o delle persone a cui ci rivolgiamo. Ecco un esempio: fissiamo un appuntamento con un amico che è sempre in ritardo, fissiamo l’orario e poi diciamo a noi stessi: “me la prendo con comodo, tanto Tizio è sempre in ritardo. E se arriva puntuale? Per una volta aspetta!”. Ben diverso il ragionamento se dobbiamo presentarci ad un colloquio di lavoro, in quel caso potremmo dire a noi stessi “me la prendo con comodo”?! Le conseguenze, o meglio, i risultati (cfr. post Conseguenze e risultati) sarebbero ben diversi. Far aspettare un amico che è sempre in ritardo ed arrivare con comodo ad un colloquio di lavoro sono due situazioni che hanno conseguenze/risultati diversi. Andiamo avanti con l’esempio: se ci accorgiamo che siamo in ritardo per l’appuntamento con il nostro amico, probabilmente non ci preoccupiamo di avvertirlo, visto che è sempre in ritardo (poco importa se per una volta potrebbe essere puntuale); se siamo in ritardo per il colloquio di lavoro, ci preoccupiamo eccome di avvertire e probabilmente ci scusiamo sentendoci in colpa (anche se magari abbiamo trovato più traffico del solito o un incidente sulla nostra strada). Il punto è che a prescindere dalla persona a cui facciamo una promessa, quella promessa rimane tale.

Ogni volta che dichiariamo le nostre intenzioni generiamo negli altri delle aspettative e se queste aspettative vengono deluse, una o più volte, arriva un momento in cui diventiamo marinai che fanno promesse a vanvera. Perdiamo la nostra credibilità agli occhi delle persone a cui abbiamo detto che avremmo fatto senza mantenere la parola. Nella professione di coach (e in generale nella vita) è fondamentale mantenere la coerenza con ciò che dichiariamo al nostro cliente. E’ fondamentale che manteniamo la nostra credibilità come persone e come professionisti; il nostro ruolo ce lo impone. Dopo una sessione di coaching diciamo al nostro cliente che lo chiameremo nei giorni successivi e poi non lo facciamo (banalmente perché ce ne dimentichiamo): quanto è importante per noi che quella persona raggiunga i suoi obbiettivi?

Abituiamoci a considerare le nostre dichiarazioni di intenti come promesse, come dichiarazioni con cui ci impegniamo (nei confronti degli altri e soprattutto nei confronti di noi stessi) a fare qualcosa. Siamo sempre responsabili di ciò che facciamo e diciamo, impegniamoci a fare promesse che siamo determinati a mantenere.

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