Siamo tutti “Cinderella Man”

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Braddock (a destra) contro Baer nell’incontro per il titolo mondiale (13 giugno 1935).

“Cinderella Man” è il titolo di un film di Ron Howard (2005). Racconta la storia di James Braddock, un pugile statunitense che dopo una carriera che sembra conclusa senza troppa gloria si vede offrire l’occasione che farà di lui non solo il campione del mondo dei pesi massimi, ma anche un modello e un ispiratore di speranza per tanti Americani.

Siamo negli anni della “grande depressione” che inizia nel 1929 con il crollo di Wall Street e si protrae nei primi anni ’30, con conseguenze devastanti negli Stati Uniti e in tutto il mondo. James Braddock, come tanti altri, viene risucchiato in un vortice di difficoltà economiche fino alla povertà vera e propria: ha una moglie e tre figli da mantenere e la sua carriera pugilistica sembra conclusa. Dal ring passa a lavorare, quando viene reclutato, come scaricatore al porto. Non è possibile sapere cosa passa nella mente di James Braddock, ma possiamo intuire che il suo obbiettivo sia quello di fare il massimo per provvedere alla sua famiglia.

Nel 1934 arriva la proposta di salire di nuovo sul ring: l’avversario sarebbe John Griffin, che si sta preparando per la corsa al titolo mondiale del pesi massimi. Nel film, la proposta arriva a Braddock con un solo giorno di preavviso e lui accetta senza battere ciglio, il compenso che gli viene offerto gli permetterà di pagare i debiti. Braddock non solo affronta l’incontro vincendolo, ma si rimette in gioco e diventa lui stesso un candidato al titolo mondiale, che vincerà nel 1935 contro Max Baer.

Fin qui una bella storia, tanto bella e significativa da farci un film poetico e motivante (il sottotitolo della versione italiana è “Una ragione per lottare”). Per lottare, per impegnarci abbiamo bisogno di una ragione, di un obbiettivo ed è questo a fare potenzialmente di ognuno di noi un Cinderella Man (o Cinderella Woman).

James Braddock diventa per tanti suoi connazionali un vero e proprio modello; la crisi che colpisce duramente, un uomo come tanti che ogni giorno fa sacrifici per guadagnare appena il necessario per sfamare la sua famiglia. Chissà quanti uomini e donne si riconoscono in quella situazione, chissà quanti conoscono per esperienza le difficoltà che giorno per giorno rendono la vita così difficile e dura.

Anche oggi la crisi morde e parecchio. Eppure intorno a noi ci sono persone e realtà che sembrano andare contro la crisi stessa: persone che aprono aziende, che cambiano lavoro, aziende che assumono e che sono competitive ed in crescita. Magia? Fortuna? Certo, bisogna trovarsi nel posto giusto al momento giusto e non è così facile, anzi è difficilissimo, quasi impossibile, se ci affidiamo al caso. Tutto cambia se invece impariamo a sentirci dei Cinderella Man e delle Cinderella Woman: tutto cambia se impariamo ad aspettarci che arrivi anche per noi quella grande o piccola occasione in grado di cambiare la nostra vita.

Aspettarci che arrivi l’occasione per diventare “campioni del mondo” significa agire in funzione di quella occasione, significa “stare sul pezzo” e preparare con le nostre mani il terreno perché quella occasione si manifesti. Niente di magico o di fortunato in questo, solo determinazione e la capacità di andare oltre le difficoltà, di trasformarle in occasioni di crescita e di arricchimento delle nostre risorse. Quella che chiamiamo “difficoltà” è solo una situazione, una circostanza, e in base a come decidiamo di affrontarla diventa utile o limitante per noi.

Le occasioni arrivano sempre e comunque: è quando ce le aspettiamo che siamo in grado di coglierle!

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