Vittorie e sconfitte

Cosa succede quando il più forte di tutti, il favorito, non vince? Usain Bolt, atleta giamaicano ormai famoso per essere imprendibile nei 100 e 200 metri piani, al Golden Gala di Roma (6 giugno 2013) perde la gara dei 100 metri; prima di lui arriva un certo Justin Gatlin.

Non è la prima volta che Bolt sbaglia: nei mondiali del 2011 viene eliminato per la falsa partenza nella finale dei 100 metri.

Nel primo video, quello del Golden Gala, Bolt viene battuto sul filo del traguardo dall’avversario, mentre nel secondo video commette un errore e viene escluso dalla competizione. Nel primo caso gareggia, spinge al massimo e viene battuto: potremmo dire che ha fatto del suo meglio e un altro è stato più forte di lui. Nel secondo caso invece Bolt ha perso la gara senza gareggiare, a “fregarlo” è stato il suo stato.

Sappiamo bene che l’unica cosa che possiamo controllare al 100% è proprio il nostro stato, cioè i pensieri che facciamo e come reagiamo agli stimoli che ci vengono dall’esterno. Quello che succede attorno a noi è fuori dal nostro controllo. Un avversario più forte, il sole piuttosto che la pioggia, il pubblico che incita oppure fischia: sono tutti elementi che un atleta non può controllare e quindi deve essere abile a gestire le proprie emozioni al meglio. Ne va della sua performance.

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Qual è la sconfitta che brucia di piu? Quella in cui hai dato comunque il massimo oppure quella che è arrivata “a tavolino”? Indubbiamente quella arrivata a tavolino, quella in cui non c’è stato il confronto, quella in cui hai dovuto lasciare prima di iniziare a combattere.
Quando facciamo del nostro meglio vinciamo sempre e comunque; spesso c’è il rammarico per non avercela fatta, ma fermandoci a riguardare le scene come in un film, possiamo renderci conto di quanto siamo stati determinati e di quante energie ci abbiamo messo. Abbiamo fatto il massimo.

Facciamo del nostro meglio con i mezzi che abbiamo a disposizione, così raggiungiamo i nostri obbiettivi e rendiamo la nostra vita un “capolavoro”.
Come coach è fondamentale che trasmettiamo ai nostri clienti questa convinzione. La persona deve essere consapevole di ciò che è sotto il suo controllo e di ciò che non lo è; il raggiungimento di un obbiettivo è frutto di pianificazione e di azioni. Pianificare significa considerare anche ciò che non possiamo controllare; più l’obbiettivo è sotto il nostro controllo e più sarà raggiungibile, a patto di impegnarci al massimo delle nostre possibilità.

Come disse Walt Disney: “Why worry? If you’ve done the very best you can, worrying won’t make it any better” (Perché preoccuparsi? Se hai fatto il meglio che puoi, preoccuparsi non farà di meglio). Impariamo ad essere consapevoli del nostro meglio!

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